Identikit degli utilizzatori del sesso su internet

Negli ultimi anni i comportamenti sessuali di entrambi i sessi e di tutte le età si sono molto modificati, slegandosi sempre più dalle tradizioni e dalle regole morali che usualmente hanno la funzione di convogliare le pulsioni sessuali verso direzioni prefissate, o comunque acconsentite.

Se da un lato le modalità di fruizione della sessualità si sono moltiplicate – in parte grazie all’espansione di internet e della realtà virtuale, in parte per la massiccia diffusione di nuove opportunità e occasioni prima inesistenti -, dall’altro nell’era post-Aids è aumentato molto il sesso ricreativo fine a se stesso, esercitato in ambito privato.

Nel 2005 EURISPES (clicca qui per vedere il rapporto completo) ha approntato una sequenza di definizioni dei vari modi di essere consumatore e consumatrice di “prodotti sessuali” su internet, che sono stati quantificati in rapporto ai rispettivi universi statistici di riferimento (suddivisione per sesso, età, ceto socio-culturale, etc.). I dati e la loro interpretazione risalgono  a 6 anni fa: sono quindi piuttosto obsoleti ormai, ma utili comunque per fornire spunti di riflessione sulla variabilità dei comportamenti sessuali.

  1. Il giovane principiante. È l’adolescente preso da mille domande sul sesso, da mille impulsi corporei, da mille desideri di disubbidire all’autorità dei genitori e degli educatori e che non trova chi sappia rispondere con autorevolezza al suo bisogno di educazione sentimentale. Il giovanissimo “apprendista” si procura riviste, fumetti giapponesi Manga e Hentai per passarli ai compagni di scuola. Anche alle compagne, talvolta. A casa compulsa la porno rete, con perizia spesso superiore a quella dei genitori. Appartiene a tutte le classi sociali. Su 900.000 ragazzi, abbiamo stimato, gli “apprendisti” sono il 60%. Pari a 600.000.
  2. L’incallito di vecchio tipo. È uomo solo o isolato, prevalentemente di una certa età. Ma è anche il carcerato o il militare che vive una quotidianità di soli uomini. Per costrizione o per generazione, si tiene lontano dai nuovi mezzi di comunicazione. È il consumatore delle care vecchie riviste, al massimo di cassette e Dvd, se ha la possibilità di avere un lettore. Se solitario, usa la pornografia anche come compagnia. Se coatto, come succedaneo dei rapporti affettivi e sessuali mancanti. Se militare, come rito obbligatorio di mascolinità. Rispetto al suo universo statistico di riferimento (ricordiamo: 19 milioni 600mila) incide in misura del 3% e raduna intorno a sé poco meno di 600.000 confratelli.
  3. Il rapito dallo schermo. Giovane, comunque non oltre i 40 anni. Vive di pane e realtà virtuale. Può vivere da solo, in famiglia oppure in coppia, magari con figli. Talvolta asociale, talvolta no, non rinuncia alla tv all sex, a ciclo continuo, a costo di confinarla in uno sgabuzzino. Non disdegna i video, ma non ne va pazzo. Quando naviga nella porno-rete può comprare le porno-visioni oppure girovagare nelle preview. Ha sicuramente una web cam e, quindi, un po’ di soldi da spendere. I “rapiti dallo schermo” sono quasi 3 milioni, il 14% del loro universo statistico di riferimento.
  4. L’habitué di coppia. Non può fare a meno dell’accudimento sessuale: oggetti comprati nei sexy shop, Viagra, moglie accanto, o fidanzata, o amante o donna-di-una-notte, o partouze. Sceglie con cura il genere di porno che gli piace. Compulsa la porno-rete solo per creare il proprio archivio di specialità. Predilige Dvd, con lettore e schermo davanti al letto. Compra film in pay-per-view, ma preferisce le cassette da collezione. Gira filmini con le cineprese digitali, scatta foto con il telefonino. Può essere un professionista, un commerciante o un tecnico di lavastoviglie, dai 30 anni in su. Economicamente benestante. È il “consumatore forte” del Terzo Millennio. Costituisce l’11% del suo universo statistico (circa 2 milioni di soggetti).
  5. La donna in coppia. Forse, da sola, al porno non ci avrebbe mai pensato. Comunque non lo compra se non è con lui. E con lui si rifornisce nei sexy shop di abbigliamento adatto e altri gadget. Talvolta è una frequentatrice di privé. Moglie, fidanzata, amante, è la-donna-che-lavora o la casalinga. Ma può essere anche omosessuale e in questo caso il suo lui è una lei. Appartiene alla fascia d’età tra i 20 e i 49 anni. La sua consistenza dovrebbe combaciare con quella del partner habitué di coppia. Invece non coincide: lui di donne ne cambia tante e tra queste molte vedono un film con lui, magari solo una volta, e poi basta. Rispetto ai 13 milioni 230mila coetanee rappresenta la ragguardevole percentuale del 9%. Le “donne in coppia” sono 1.100.000.
  6. La mosca bianca. Singola, ma non necessariamente sola, e giovane, non oltre i quaranta anni. Frequenta sexy shop e videoteche senza curarsi di essere un’eccezione. Fraternizza con omosessuali d’ambo i sessi. Studia o ha un lavoro. Naviga in Internet, ma non tanto sui siti pornografici commerciali quanto nelle aree del sesso no profit. È una patita degli annunci e non disdegna incontri al buio, reali o virtuali. Nel milieu delle internaute ardimentose si trova in vasta compagnia. Ma come acquirente di porno in prima persona rappresenta solo l’1% del suo universo statistico di riferimento. Le “mosche bianche” sono 145.000.
  7. Il telefonista irrequieto. È sufficientemente benestante da possedere un telefonino UMTS o un palmare o un buon video telefonino non satellitare. Ha la valigetta 24 ore. Talvolta è work-alcoholic, dipendente dal lavoro. Fotografa e scambia foto. Se “erotiche”, meglio. Compulsa la pornorete, vede i video (solo Dvd) e compra film dalle televisioni a pagamento, ma non è collezionista. Accoppiato o scapolo, preferisce il porno a portata di mano, da gustare all’aeroporto, in mezzo alla gente e in attesa del proprio volo. Il “telefonista irrequieto” rappresenta solo il 2% dei 19.600.000 potenziali pornofili. Di telefonisti come lui ce ne sono quasi 400.000.
  8. Il telefonista metodico. Da casa o dall’ufficio, la telefonata è quella “erotica”, a scopo onanistico o solo per curiosità o per passare il tempo. Se è un vero metodico della telefonata, è anche un consumatore di porno di tutti i tipi: dalle riviste al porno on line. Fa parte del gruppo del milione di pornofili amanti della chiacchiera sporcacciona. Corrisponde al 5% dell’universo statistico di riferimento.
  9. Casuale. Combacia perfettamente con il numero dei potenziali pornofili. E con buona parte di quello delle potenziali pornofile. È il casuale, talvolta anche surfista. In quest’ultima versione guarda una cassetta Vhs, un Dvd o compra un pay-per-view “quando la moglie è in vacanza”. Il che può succedere anche una volta ogni due anni o una volta nella vita. Altrimenti è quello/quella che per curiosità o per caso ha guardato comunque una pornovisione in vita sua.

 

 

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