Vademecum della coppia funzionante – n° 2 -

Continuano le riflessioni riguardanti alcune questioni su cui sarebbe importante focalizzarsi per vivere serenamente all’interno della dimensione di coppia (vedi il post precedente)…

Portare avanti una fedeltà attiva significa conservare e nutrire con sollecitudine il proprio rapporto di coppia, cercando di non dare per scontata la sicurezza che l’altro non ceda alle tentazioni in cui può incappare al di fuori della relazione. La monogamia – anche in relazione alla continua evoluzione dei costumi sociali e culturali – è il prodotto di un vero e proprio impegno dinamico e assiduo: le occasioni per trasgredire possono capitare, ma la tensione verso la sicurezza di un rapporto stabile deve mantenere un ruolo da protagonista rispetto al bisogno di ricevere conferme dall’esterno. Questo implica la possibilità reciproca di valorizzarsi e stimarsi, ben sapendo che le emozioni si evolvono insieme al rapporto, e che la loro intensità e qualità cambia necessariamente, ma non per questo va data per scontata.

Mantenere una capacità di comunicazione reciproca: uno dei rischi maggiori delle coppie di lungo corso sta proprio nel pericolo di dare per scontato che l’altro sconosca i propri sentimenti, e quindi nel non impegnarsi attivamente nel mostrare all’altro ciò che si prova, sia attraverso i fatti quotidiani, sia attraverso le parole. Le divergenze o le occasioni di contrasto possono essere all’ordine del giorno, ma il confronto sincero e la capacità di ascoltare l’altro, evitando inutili competizioni, contribuiranno a mantenere salde le basi del rapporto, promuovendo la crescita e creando nuove opportunità, anziché distruggere.

Promozione di intimità e complicità: l’etimologia delle due parole si riferisce a concetti come “più vicino, più profondo, familiare” e “allacciarsi insieme, essere intricati”… stiamo quindi parlando di un collante eccezionale per la coppia, che nel tempo va costantemente nutrito scambievolmente. Lasciarsi andare e aprirsi all’altro può essere difficile: all’inizio perché ci si conosce poco, più avanti perché si ha paura che il legame possa diventare troppo intenso; ma si tratta di darsi tempo, spazio e attenzione reciproci per conquistare quotidianamente la gestione di una giusta distanza tra i partner, che sia rispettosa e al contempo genuinamente esclusiva.

Comunicare attraverso gioco, ironia, senso dell’umorismo. Gestire i momenti di impasse attraverso la capacità di non prendere troppo sul serio se stessi e l’altro può essere una modalità risolutiva per affrontare alcune tensioni nella coppia. Sdrammatizzare non significa prendere sottogamba le problematiche, o scappare per non affrontarle, ma riuscire a tenere la giusta distanza emotiva per fronteggiare la situazione di difficoltà senza esagerare. Questo contribuisce anche a creare un’atmosfera più distesa e partecipe all’interno della quale confidarsi e confrontarsi.

Spesso ha a che fare con una gestione serena dell’aggressività, che – facendo fisiologicamente parte di ogni rapporto affettivo – non dovrebbe essere né repressa, né agita pienamente e senza filtri.

Non rinunciare ai propri progetti: averne in comune con il partner lascia comunque spazio per mantenere la propria individualità. Questo è fondamentale per la propria soddisfazione personale, che necessariamente ricadrà anche sulla coppia: se tutto l’investimento emotivo e affettivo viene convogliato in una sola direzione, infatti, c’è il rischio di idealizzare troppo la coppia, e quindi di vivere frustrazioni più intense. Un buon equilibrio tra i propri spazi – mentali e fisici – e quelli a due è invece un’ottima ricetta per procurare appagamento, novità, argomenti di condivisione e confronto. Questo atteggiamento diventa ancora più importante – pur se evidentemente difficile da portare avanti – quando in famiglia sono presenti dei figli: non annullatevi completamente né per loro, né per il/la partner, o rischierete il sovraccarico!

In sostanza quindi: bisognerebbe sempre aver ben presente che in ogni momento stare in coppia significa impegnarsi attivamente, cercando di non dare nulla per scontato, di non aspettarsi che le cose vadano avanti da sé, di potenziare le aree funzionali piuttosto che continuare a combattere contro ciò che è già un po’ critico.

Stare insieme e costruire una storia duratura non significa fare in modo che vada sempre “tutto bene”, ma invece saper trovare delle strategie adatte per affrontare le situazioni più facili e anche quelle più complesse avendo la consapevolezza di potercela fare, e la forza e il desiderio di farlo insieme.

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