L’erotismo tra psiche e cultura

L’erotismo è una questione che riguarda tutto ciò che contribuisce a stimolare amore e che scaturisce da criteri estetici. Giuseppe Pederiali – romanziere italiano – lo definisce così: “è un’arte sottile che coinvolge l’istinto e tutti i sensi, e anche l’intelligenza, la cultura. L’erotismo è un vago profumo, una parola in più o in meno, una mano che sfiora, un’ombra più scura tra ombre bianche”.

Ci si riferisce quindi a manifestazioni del desiderio sessuale che favoriscono l’attrazione verso una persona e l’instaurazione di una relazione con essa. L’erotismo può passare attraverso l’appagamento concreto del desiderio suddetto, ma non si riduce solo a questo aspetto: ha a che fare con l’immaginazione, la fantasia, che possono anche essere suscitate dalle arti (letteratura, fotografia, pittura, cinema) o da altri stimoli esterni. Ciò che caratterizza l’erotismo è la presenza di un chiaro vissuto emotivo, che facilita l’amalgama tra le espressioni puramente sessuali – fisiche – e i sentimenti.

È chiaro quindi che erotismo e pornografia sono vicini, ma anche molto diversi tra loro: la seconda, infatti, è designata a procurare un’eccitazione di tipo puramente sessuale, eludendo completamente le questioni sentimentali – collegate tipicamente anche a corteggiamento, innamoramento, stimolazione del desiderio non solo attraverso il corpo – e caratterizzandosi spesso in maniera che risulta volgare, proprio perché concentrata esclusivamente sulle componenti fisiche dell’atto sessuale nelle sue varie forme.

La sessualità è un’attività naturale, legata alla procreazione, e per questo indispensabile. Ciò che nell’essere umano crea da sempre turbamento è il fatto che l’accoppiamento sia sorretto dal desiderio e dal piacere, che per definizione hanno una componente psichica molto forte, e sono quindi a rischio di allontanare dalla finalità “naturale” della pratica sessuale (la riproduzione).  Così, sempre più sta crescendo il rischio di una deriva verso il piacere fine a se stesso, progressivamente scollegato dalle finalità riproduttive.

In riferimento all’eros, l’EURISPES – Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali – in una delle sue ricerche periodiche sulla sessualità, sottolinea come tutte le culture umane (in ogni tempo e luogo) si siano date delle norme per regolare le attività sessuali: i rapporti tra i sessi sono normalmente ben definiti culturalmente.  Ogni cultura sa cosa è permesso e cosa è proibito, e comunque s’interroga costantemente su tale problema, e i confini tra permesso e proibito, lecito ed illecito sono morbidi, storicamente definiti e facilmente attraversabili, ma comunque esistono.

Tutto ciò fa parte della creazione e del suo continuo rinnovamento, caratterizzati dall’esistenza di norme che separano l’ordine dal disordine, il giusto dall’ingiusto, il caos dal cosmo, e tutte le regole sono storicamente e spazialmente condizionate.

In altre parole, la sessualità è fatta oggetto di attenzione normalizzante, ma non tutte le epoche storiche e tutte le culture sono universalmente concordi su ciò che è permesso e ciò che è proibito: ciò che in alcuni momenti o presso alcune culture appare lecito e desiderabile, in altri momenti e per altre culture è illecito e ripugnante. E inevitabilmente queste sfumature culturali si riflettono sull’atteggiamento psicologico con cui le persone pensano, immaginano e vivono la propria sessualità: individualmente, in coppia e presso la società.

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