La masturbazione in età adulta

Masturbarsi significa stimolare i propri organi sessuali per ottenere piacere. In questa accezione si tratta di una pratica autoerotica,  ma il termine si riferisce anche a un’attività che può essere praticata all’interno della coppia, come preliminare, sostituto, alternanza alla coito con penetrazione.

In questa sede ci focalizzeremo sui risvolti psicologici della masturbazione come autoerotismo.

Nell’accezione di autoerotismo, la masturbazione è un’attività che coinvolge adolescenti e adulti, con modalità, tempistiche e caratteristiche molto variabili non solo soggettivamente, ma anche in funzione dell’età, della situazione psicologica e di quella relazionale.

Negli anni l’argomento ha, tuttavia, incontrato numerosi ostacoli, con l’attribuzione della masturbazione prevalentemente al sesso maschile (in realtà numerose ricerche mostrano che non è affatto vero!), le ipotesi riguardanti  presunti effetti collaterali (disturbi visivi, sterilità, etc.), l’idea che fosse qualcosa di squallido e degradante per la coppia.

La masturbazione è in realtà una prassi molto diffusa nella popolazione adulta di entrambi i sessi, anche in persone che hanno una vita di coppia stabile e soddisfacente, sia dal punto di vista relazione, sia sessuale. Essa

  • presuppone e nel contempo facilita un approccio autentico con il proprio corpo e le proprie esigenze fisiologiche e psicologiche,
  • permette una migliore conoscenza del corpo e del suo funzionamento
  • facilita l’esplorazione delle fantasie a contenuto erotico, che sono così importanti per una soddisfacente vita sessuale, dentro e fuori la coppia
  • può costituire un importante spazio di intimità individuale, che nulla toglie alla qualità del rapporto di coppia, ma può anzi migliorarla

Dal punto di vista psicologico, l’attività autoerotica può essere interpretata come la manifestazione del bisogno di intimità, come uno sfogo, o una distrazione, in presenza di emozioni positive – come rinforzo -, ma anche negative – come modo per affrontare a volte la rabbia, altre la tristezza. Il tutto dipende ovviamente dallo stato d’animo della persona, dal suo equilibrio, dalle esigenze psichiche.

L’atto di masturbarsi diventa “preoccupante” solo nel momento in cui diventi per la persona qualcosa di assolutamente necessario, molto frequente, esclusivo. Come ogni eccesso, in una situazione simile l’autoerotismo si carica di emozioni e significati che vanno ben oltre la fisiologia del funzionamento fisico e psichico individuale, per diventare un segnale d’allarme. In questi casi può essere quindi utile rivolgersi a uno specialista – psicologo sessuologo -, per affrontare la questione, manifestazione di un malessere che può avere varia natura.

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