Parlare di sesso con i figli: istruzioni per l’uso – educazione sessuale, n°2 -

All’interno del dialogo con i propri figli, può succedere che un adulto rimanga spiazzato anche da loro manifestazioni innocenti, mostrando reazioni emotive molto intense, ma contemporaneamente non avendo consapevolezza del perché ciò accada. Succede perché fisiologicamente nel rapporto tra genitori e figli si utilizzano canali affettivi molto sensibili, che alcuni tipo di informazione possono far sussultare.

Continua così l’esplorazione sull’educazione sessuale ai nosti figli!

Eppure con i propri figli non è necessario mostrare sempre una totale sicurezza di sé, anzi! Loro hanno bisogno di sapere che gli adulti non hanno sempre la risposta pronta, che certi pensieri necessitano di tempo per essere pensati, che si può cambiare opinione.

  • Un adulto deve poter essere vissuto come autorevole, non come perfetto.
  • Un figlio deve poter trovare spazio per investire su di sé, sentendo che l’adulto ripone una certa fiducia in lui: il primo passo in questa direzione è quello di lasciargli un po’ di autonomia (evidentemente in funzione dell’età)

Le competenze tra genitori e figli sono quindi reciproche, e caratterizzano la loro relazione sin dall’inizio: l’erotismo della prima infanzia (quello collegato alla progressiva integrazione tra la psiche e il soma e ai piaceri che si possono provare nelle varie zone del corpo) non lascia veri e propri ricordi consapevoli, ma fantasie collegate al legame con i genitori e tra di essi, che progressivamente influiranno sullo sviluppo psichico, emotivo, affettivo. Ad esempio, le prime esperienze del bambino partono proprio dal corpo: l’esplorazione porta interesse per quanto appartiene a sé, e successivamente all’altro. Ecco perché alcuni episodi di masturbazione infantile non devono essere demonizzati a priori, così come anche il “gioco del dottore”: nella maggior parte dei casi nascono come naturali manifestazioni della loro fisiologica curiosità. Ed ecco anche che la classica domanda su come nascono i bambini può essere letta come l’espressione, in realtà, di un interrogativo legittimo che ha più a che fare con il concetto di vita e morte che con la sessualità agita.

I bambini, i preadolescenti, gli adolescenti hanno bisogno di risposte veridiche, e non di verità assolute: devono quindi essere appropriate all’età, ma non frutto di pura invenzione, e soprattutto complete. In generale, infatti, l’essere umano ha la tendenza a tollerare poco e male i vuoti e le incongruenze, che spontaneamente riempie con le proprie fantasie e congetture. Nel caso dello sviluppo psicosessuale di un bambino è quanto di più pericoloso, perché le informazioni sentite come mancanti verranno cercate altrove, da fonti molto probabilmente molto meno accreditate di quelle genitoriali. Inoltre, aver costruito un buon dialogo con il proprio figlio, significa rendere più agevole un discorso intimo anche da adolescente, permettendo così che il genitore rimanga un punto di riferimento importante: non per raccontare “tutto” quello che si fa con il/la partner del momento (che, anzi, è ben lontano dell’essere salubre in un rapporto tra genitore e figlio), ma per avere un punto di riferimento in caso di smarrimento.

 

 

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