Disturbi sessuologici e terapia EMDR

Il presupposto teorico del trattamento con l’EMDR è che qualunque reazione disfunzionale attuale (eccettuate le patologie su base organica) è sempre il risultato di una precedente esperienza, sebbene non necessariamente di un’esperienza infantile.”

Francine Shapiro

L’EMDR è un metodo terapeutico specifico (vedi articoli correlati), che permette a determinate informazioni – immagazzinate nel cervello in maniera dannosa – di muoversi verso una “risoluzione adattiva”. Accade così che episodi di sofferenza collegati a precisi ricordi e immagini si modifichino, agevolando le associazioni mentali che permetteranno poi di ottenere una visione più funzionale dei ricordi. È un metodo completamente centrato sulla persona, che utilizza il potenziale di autoguarigione presente in ciascuno: si basa, infatti, sul presupposto che l’attivazione dell’elaborazione di un ricordo traumatico si muoverà in maniera fisiologica nella direzione dell’informazione adattiva necessaria per la sua risoluzione.

L’EMDR è usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente. Queste esperienze traumatiche possono consistere in:

  • Piccoli/grandi traumi subiti nell’età  dello sviluppo
  • Eventi stressanti  nell’ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti)
  • Eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenza)

(tratto dal sito EMDR Italia)

Alla base della presenza di sintomi sessuologici possono esserci innumerevoli fattori, che spaziano dall’influsso di un livello d’ansia eccessivo sulle proprie prestazioni (che può ad esempio essere collegata con eiaculazione precoce o anorgasmia), fino alle conseguenze di gravi abusi o violenze subiti. Chiaramente le problematiche saranno molto diverse non solo in funzione del tipo di evento “traumatico” cui si fa riferimento, ma anche delle risorse personali e relazionali del singolo individuo.

È fondamentale quindi delineare il concetto di trauma: possiamo pensarlo come una sorta di ferita psicologica in seguito a un evento problematico vissuto dalla persona nel corso della propria vita. Questa circostanza può essere singola, oppure ripetuta nel tempo, e può avere un’intensità molto variabile: è importante sottolineare che ciò che la rende traumatica sono le connessioni soggettive, cioè tutte le idee, le emozioni e i pensieri che vi si collegano, e che risultano debordanti rispetto alla capacità della persona di affrontarle. Ciò significa che queste esperienze non possono essere integrate a livello psichico, ma rimangono disgiunte dal resto dell’esperienza mentale, con il rischio di dare origine a vari tipi di sintomatologie.

Pertanto è necessario non fermarsi solo alla distinzione tra i cosiddetti traumi con la “T maiuscola” da quelli con la “t minuscola”: si lavora comunque sul loro significato psichico e sugli effetti che essi hanno prodotto proprio in quella persona, in un preciso momento, e con determinate modalità.

A livello sessuologico sono molteplici gli eventi di vita che possono rimanere non elaborati, e quindi provocare dei sintomi psicopatologici. Un abuso sessuale subito nell’infanzia, l’aver assistito a una violenza, essere stato vittima di stupro, essere stato esposto a materiale pornografico in tenera età, un’eccessiva promiscuità domestica, la mancata integrazione adolescenziale tra mente e corpo, essere stati lasciati da una persona molto amata, interpretare costantemente come giudicante lo sguardo degli altri, etc.

Ecco quindi che in presenza di sintomi di tipo sessuologico si possono trovare depressione, senso di sfiducia nelle persone amate, ansia, paura di lasciarsi andare e/o di perdere il controllo, sentimenti di inadeguatezza e/o di incompetenza, cattivo rapporto con il proprio corpo, ricerca di conferme dall’esterno.

La metodologia EMDR può essere efficacemente utilizzata per affrontare una vasta gamma di disturbi sessuologici, proprio perché permette di ottenere profondi cambiamenti emotivi attraverso lo sblocco di risorse personali adattive, che permettano di affrontare in modo nuovo non solo i ricordi del passato, ma anche eventuali elementi stressanti attuali e pensieri ed azioni desiderabili per il futuro.

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