Scoprire che il proprio figlio/a è omosessuale n°2

Dopo aver esplorato cosa può succedere in una famiglia affrontando il tema dell’omosessualità di un figlio (vedi post correlato), proseguiamo con le nostre riflessioni.

I giovani che si rendono conto di essere gay o lesbiche possono attraversare un momento di difficoltà: spesso trascorrono un lungo periodo lottando con se stessi, e nel frattempo possono essere  importunati, oggetto di bullismo, rifiutati dagli amici, o aver visto che queste cose sono successe ad altri. Quasi sicuramente hanno sentito commenti negativi e atteggiamenti duri verso le persone omosessuali, e ciò non aiuta a svelarsi.

Inoltre, i ragazzi immaginano che i sentimenti dei genitori nei propri confronti potrebbero cambiare: temendo reazioni dure, molti giovani si prendono del tempo prima di comunicare con genitori, membri della famiglia o altre persone importanti per loro. L’aspetto negativo di questo atteggiamento è che più tempo passa prima del coming-out, più la paura aumenta, e così anche il rischio che il/la giovane viva esperienze molto dolorose e rischiose dal punto di vista psicologico e relazionale.

Di fatto, quello appena successivo al coming-out è un periodo difficile sia per i genitori, sia per i figli, ma proprio per via dell’elaborazione psichica che richiede, può diventare anche una un’opportunità unica per la costruzione di un’intimità ancora maggiore.

Per un genitore può essere difficile capire che il proprio figlio ha vissuto e sperimentato per anni la propria sessualità senza dire nulla in famiglia, e questo può portarlo a interrogarsi sulla solidità del legame con lui. Ma se un genitore si sente ferito, arrabbiato o colpevole perché il figlio non ha comunicato nulla prima, è proprio lui – in quanto adulto – a dover comprendere che probabilmente  non era possibile diversamente. Il fatto che a un certo punto un figlio/a comunichi una cosa del genere mostra in realtà una cosa importante circa la relazione genitoriale: ha il desiderio di condividere questa parte della propria vita, e vuole avere una relazione sincera.

In qualche caso può succedere che un ragazzo/a sia così preoccupato di ferire i genitori, o si senta così in colpa riguardo alle loro supposte aspettative e sogni per lui/lei, da sentirsi molto sotto pressione, e rischiare quindi di comunicare la questione agli adulti in maniera rabbiosa o accusatoria, cioè con un tono che difficilmente può facilitare lo scambio relazionale e affettivo.

Qualunque sia la reazione di un genitore, egli affronterà un’elaborazione del lutto: si tratta di un processo mentale fisiologico e implicato in ogni processo di cambiamento, che ha a che fare con sentimenti dolorosi, ma che è necessario attraversare per raggiungere poi un nuovo benessere nel momento della reale accettazione dei fatti. Il proprio figlio/a c’è verosimilmente già passato, e a questo punto sta al genitore prendersi del tempo per accomodare questa nuova informazione e riflettere sui propri sentimenti. Durante questo periodo di elaborazione può essere utile parlarne con persone che possano comprendere: ad esempio trovando supporto in altri genitori che hanno attraversato esperienze simili. Può anche aiutare il fatto di informarsi, condividere con altri la propria esperienza, insomma: non chiudersi in se stessi.

In molti casi può essere utile rivolgersi a uno psicologo, con cui esaminare i propri stati d’animo ed elaborare modalità efficaci per sé e per i propri figli per affrontare il presente periodo di intenso cambiamento.

Alcune precisazioni importanti:

  • il ragazzo/a non diventa una persona diversa solo per aver parlato ai genitori della propria sessualità
  • è importante condividere con il figlio/a il proprio bisogni di tempo per abituarsi a questa nuova e importante informazione
  • condividere i propri sentimenti e le preoccupazioni con lui/lei può essere di grande aiuto per tutti: più si riesce a parlare apertamente, più sarà semplice da affrontare
  • elaborare insieme dei modi per fronteggiare alcuni cambiamenti può essere una strategia utile per affrontare il mondo esterno alla famiglia con meno preoccupazione
  • entrare in contatto con altri genitori di gay e lesbiche per trovare supporto può allentare il carico di emozioni confuse
  • è importante non rifiutare la relazione con il proprio figlio/a che ha fatto coming-out: ha bisogno di sapere che l’amore genitoriale c’è ancora, così come il supporto nei momenti sia buoni, sia cattivi
  • se si decide di non accettare la sessualità del proprio figlio/a, si deve mettere in conto la possibilità di perdere il rapporto con lui/lei
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