Clitoride: più lo conosci, più ti piace

Sull’esistenza del clitoride e sulle sue proprietà dibattono da millenni scienziati e filosofi. È stato considerato una vera entità sconosciuta, nonostante nel corso della storia diversi studiosi abbiano sostenuto la reale esistenza di questo organo enigmatico: cercando di sperimentare, ma spesso non sapendo nemmeno cosa andare a dimostrare. Abbiamo dovuto attendere il 1998 (grazie all’urologa Helen O’Toole) per avere una descrizione accurata dell’anatomia e della fisiologia clitoridea: piuttosto recente, no? Oggi, finalmente, molti hanno informazioni più precise, anche se per diversi si tratta di qualcosa di parecchio diverso da quello che avevano immaginato. 

Etimologicamente, clitoride deriva dal greco, e significa “collinetta”. Questo pone immediatamente la nostra attenzione sulla prima macroscopica credenza erronea che lo riguarda, perché in realtà si tratta di un organo estremamente più complesso: ciò che è visibile a occhio nudo è, infatti, soltanto una piccola parte della sua intera struttura (e più precisamente è il glande).

Di fatto, il clitoride è una struttura erettile complicata, coinvolta nella risposta sessuale femminile. Può essere considerato, nella donna, l’equivalente del pene nell’uomo, condividendone la stessa origine nel percorso di evoluzione embrionale.

Queste sono le sue componenti:

  • strutture erettili:
    • corpo: riunione di due corpi cavernosi.
    • crura: radici profonde del corpo del clitoride; hanno una lunghezza (interna) che può arrivare fino a 10 cm
    • bulbi del clitoride: organi spugnosi, pari e simmetrici. Hanno un ruolo sessuale importante, contribuendo alla produzione della turgidità vulvo-vaginale che crea la cosiddetta “piattaforma orgasmica”
  • glande: estremità libera del clitoride: è quella con cui da sempre esso viene identificato.

Risulta evidente come il clitoride circondi letteralmente la vagina, avendo quindi un ruolo molto attivo anche nel sesso che includa la penetrazione: questo ci permette finalmente di discutere del tema dell’orgasmo femminile al di fuori delle solite banali mistificazioni.

Per una donna, poter avere un’immagine chiara e corrispondente della propria anatomia ha un ruolo molto importante nel potere vivere in maniera più piena la propria sessualità: la consapevolezza è un passaggio primario e fondamentale.

Incontro ancora molte (troppe!) donne che, pur se in età adulta, hanno scarsissima consapevolezza della propria anatomia e fisiologia, e questo porta evidenti svantaggi riguardo alla possibilità di vivere una sessualità intensa e appagante. Avere una parte del corpo che non si sa come sia fatta e/o come funzioni costituisce innegabilmente un elemento di vulnerabilità, che spesso ha ripercussioni pesanti sulla sessualità e sullo stato psicologico più generale.

Il recente modello di clitoride realizzato grazie a una stampante 3d è uno strumento efficacissimo per una buona educazione sessuale di base, e secondo qualcuno potrebbe trattarsi addirittura di una sorta di nuova rivoluzione sessuale.

Chiudo dandovi qualche altra “pillola” informativa riguardante il clitoride, certo non pensando di risolvere il tema, ma se mai per stimolare ulteriore curiosità.

  • Come ogni organo del nostro corpo, nessun clitoride è uguale all’altro: a livello anatomico forma e dimensione variano soggettivamente.
  • Per questo, una stimolazione efficace è molto personale: bisogna innanzitutto conoscersi bene, per poi pensare di avere un buon rapporto intimo con il partner.
  • È l’unico organo il cui scopo è solamente quello di provare piacere, e non ha alcun ruolo nella funzione riproduttiva.
  • Ha circa 8.000 terminazioni nervose, più di qualunque altra parte del corpo, e molte più di quelle possedute dal pene.
  • Per la maggior parte della sua dimensione è coperto: fuoriesce solo il glande; ma il raggiungimento dell’eccitazione è evidente anche perché la zona sotto le grandi labbra si gonfia e tonifica.
  • Non ha periodo refrattario (come il pene), ma la possibilità di avere orgasmi multipli varia molto da donna a donna.
  • Funziona meglio se adeguatamente lubrificato (appunto per la sua estrema sensibilità): in parte questo avviene fisiologicamente durante l’eccitazione, in parte può essere aiutato con l’utilizzo di oli, creme o lozioni specifiche (che possono diventare un piacevole diversivo di coppia).
  • L’eccitazione che si raggiunge con la sua tumescenza (termine tecnico per indicarne il tipico gonfiore) è legata al sistema nervoso autonomo, che regola funzioni al di fuori del controllo volontario. Ecco perché, anche per la donna come per l’uomo, è il cervello (inteso in senso lato, che includa funzionamento nervoso, emozioni ed elementi psicologici) ad avere un ruolo fondamentale per una buona sessualità.

 

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