Vocabolario “di genere”

La differenza tra la parola giusta e la parola quasi giusta è

la differenza tra il fulmine e la lucciola

Mark Twain

L’utilizzo di un vocabolario adeguato è il primo passo per relazionarsi con una persona in modo aperto e rispettoso. Soprattutto in riferimento all’identità sessuale (ne abbiamo già parlato qui), avere chiaro il significato di alcuni termini è fondamentale: soprattutto per un professionista psicologo, ma di fatto per qualsiasi persona.

Comincerei da una distinzione importante:

  • CISgender: fa riferimento a individui la cui identità ed espressione di solito corrisponde al sesso attribuito loro alla nascita.
  • TRANSgender: è un aggettivo e un cosiddetto termine “ombrello”, perché rappresenta un gruppo molto diversificato di persone che identificano se stesse  in vari modi. Si utilizza generalmente per fare riferimento a una persona che travalica ruoli, atteggiamenti, e aspettative legati al proprio genere;
  • Transessuale: è un termine impiegato per alludere a una persona che sente in modo persistente di appartenere al sesso opposto e compie un percorso di transizione sociale e/o attraverso terapie ormonali e/o chirurgiche.

Al di sotto dell’ombrello TRANSgender – meglio definibile con: persona transgender
 variant o gender non conforming – trova posto un gruppo diversificato di persone che si identificano in modi diversi, tutti accomunati dal superamento o dalla sfida di ruoli, espressioni o aspettative tradizionali. Ecco alcuni esempi:

  • Transessuali (MtF e FtM)
  • Crossdresser
  • Drag queen e drag king
  • Etc. (vedi immagine sopra)

Le definizioni di molte di queste classificazioni sono facilmente reperibili online – anche se nella maggior parte dei casi solo in inglese, tanto che alcune sono ad oggi sostanzialmente intraducibili -.

Si tratta di etichette, che probabilmente potrebbero anche essere infinite, ma il cui senso è, a mio parere, legato alla sensibilità ad approcciare a persone nuove con un atteggiamento di disponibilità, e possibilmente senza rischiare di essere offensivi.

E ancora…

Uomo trans: persona con identità di genere maschile assegnata femmina alla nascita, che sta transitando o ha completato la transizione al fenotipo maschile. In passato Female-to-Male.

Donna trans: persona con identità di genere femminile assegnata maschio alla nascita, che sta transitando o ha completato la transizione al fenotipo maschile. In passato Male-to-Female.

Androfilico, ginefico: sono aggettivi che fanno riferimento all’orientamento sessuale, indicando se l’attrazione è per gli uomini o per le donne.

Gender neutral, genderless, agender, neutrosis: persona che non si identifica con alcun genere.

Genere misto, pangender, gender ambivalent: persona che si identifica con entrambi i generi.

Demi-man/boy, demi-woman/girl: persona che si colloca prevalentemente in un genere, ma non del tutto.

Terzo genere: individuo che chiede che per sé venga usato un pronome né femminile, né maschile, ma plurale senza genere. In inglese di utilizza “they”, in italiano praticamente non esiste.

Gender fluid: individuo che si muove tra i generi.

Genderqueer o genderfuck: persona che si oppone al binarismo di genere.

E’ evidente che non sia pensabile per tutti padroneggiare questi – e molti altri – termini nel linguaggio comune. Molti hanno un correlato più legato a definizioni scientifiche, altri ad attribuzioni socio-culturali. Ma almeno cominciare ad utilizzare con proprietà alcuni termini già diffusi, e cominciare a farsi un’idea dei più rari… questo è decisamente auspicabile! :-)

 

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